PRISON CHRONICLES / 2008 N.4
IL RESPIRO
Ali M.
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Comunicazione fra corpo, anima, mente.
Ci troviamo in una piacevole tenaglia del tempo e dello spazio e quello che manca è il silenzio! Tutto questo spazio in carcere non lo meriti.
Ah, se riesco a riunire questi tre elementi, nasce il bellissimo, raro fiore del deserto.
Il corpo e l’anima chiedono: “Bastarda nostra mente, se ti prendiamo una volta, ti mettiamo in un tubo e passiamo ogni 100 anni a farti una breve visita, ti normalizzi?”
La mente risponde:” Sì, sì, sì, caro corpo”.
Il corpo ribatte:” Sì, ti credo, però ora non entri più nella mia competenza, da adesso in poi comunichi con l’anima!”.
L’anima:” Mi presento: sono l’anima e comunico con te soltanto perché abbiamo lo stesso corpo! Sono stata bastarda come te, sono stata costretta a subire tutto ciò che mi circonda, anche quello che non mi piace, però io non ho voluto abbandonare il mio corpo. Poverino, l’ho fatto soffrire tanto! Anche lui non fa di meno: non mi fa entrare o uscire facilmente. Il suo codice è disinteresse: la barba, la sigaretta…e io, anima, non posso più volare. Dopo tanto disaccordo, siamo arrivati alla decisione di riunirci!!! E abbiamo trovato una felicità intensa! Adesso posso uscire dalla cruna di un ago con molta facilità e volo sul mio corpo e lo osservo come cammina, come si muove e non mi sfugge nessun comportamento !!!! Sono un’anima felice, molto felice !”.
Risponde la mente: ”Che scontro perdente: uno contro due!
Ci penso, ci penso…”.
RORHOF